VINITALY, AL 55° SALONE DEL VINO LA PARTECIPAZIONE DI TERRA VIVA E FAI CISL, CON 25 AZIENDE AGRICOLE DEL PROGETTO COLTIVA IL GUSTO

Grande successo la partecipazione, per la prima volta, di Terra Viva e Fai Cisl nazionali al Vinitaly, salone internazionale del vino che si è svolto alla Fiera di Verona dal 2 al 5 aprile scorsi. Una presenza importante per l’associazione liberi produttori agricoli della Cisl che ha ospitato i vini prodotti da 25 aziende provenienti da Veneto, Puglia, Emilia Romagna, Calabria, Sicilia, Piemonte, Sardegna, Campagna e Molise, aderenti al progetto “Coltiva il Gusto” (www.coltivailgusto.it) e che hanno fatto degustare 55 diverse tipologie di vino. La presenza dei produttori, infatti, ha impreziosito i wine-tasting e l’accoglienza di visitatori e buyer arrivati da tutto il mondo per conoscere le eccellenze del Made in Italy.

La 55^ edizione di Vinitaly ha ospitato il convegno Terra Viva e Fai Cisl dal titolo “Dal vigneto al Calice”, un momento di riflessione e confronto tra esperti del settore su strategie, performance e scenari evolutivi della filiera vitivinicola.

“La condizione per consolidare lo sviluppo dell’agroalimentare italiano è un patto di sistema tra associazioni agricole, cooperazione, organizzazioni di prodotto, imprese di trasformazione, organizzazioni sindacali del settore, grande distribuzione organizzata, che assumono qualità, sicurezza ed equa ripartizione del valore come elementi distintivi delle diverse filiere – ha sottolineato nel suo intervento di apertura il Presidente nazionale di Terra Viva Claudio Risso - Questa è la direttrice per realizzare accordi di filiera integrata, per tutelare qualità del prodotto, reddito per i produttori, buona occupazione, rispetto delle leggi e dei contratti. Occorre ragionare sullo sviluppo strategico della struttura dell’industria vinicola e dei processi di acquisizione e fusione e delle possibili joint venture. Il fattore strategico fondamentale è la messa in campo di processi di formazione permanenti consapevoli che il ciclo delle competenze è sempre più breve” ha concluso Risso. “Le performance del vino nel 2022 ha registrato un valore positivo con 8 miliardi di export. Tuttavia incombono due dossier estremamente rilevanti. Da un lato la proposta irlandese e più recentemente quella cilena sull'inserimento di health warning e dall'altra la proposta di regolamento sugli imballaggi che tra le varie disposizioni vorrebbe sostituire il riciclo - nel quale l'Italia ha raggiunto l'88% - con il riuso” sono le affermazioni della Presidente di Federvini Micaela Pallini. “La Federdoc è stata pioniere della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nel settore vino attraverso lo standard Equalitas. – ha spiegato il presidente nazionale di FederDoc Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi - Siamo stati i primi ad accogliere l’esigenza dei consumatori e dei nostri produttori di raggiungere un nuovo e più elevato livello di qualità sintesi anche di valori etici come la sostenibilità. La sfida attuale e futura del nostro settore è quindi offrire al mercato un prodotto dalla qualità onnicomprensiva che vanti elevati standard di certificazione nel rispetto in primis dell’ambiente e della società”. “La sostenibilità un percorso obbligato per la crescita delle aziende e per la conquista dei nuovi mercati, per quanto riguarda la parte ambientale il biologico è lo strumento per portare concretezza a questi principi, le aziende devono essere accompagnate nel loro percorso da dalla collaborazione tra strutture come AIAB e Terra Viva” ha dichiarato Giuseppe Romano Presidente nazionale di AIAB. “Oggi molti considerano il lavoro agricolo ancora come transitorio verso altri settori più remunerativi – ha osservato il Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota nelle sue conclusioni - Questo in parte è vero, ad esempio il recente bonus in edilizia ha spostato parecchia manodopera dall’agricoltura al comparto edile, che ha avuto un periodo di maggiore continuità e migliori redditi. Ma la sfida è rendere il lavoro agroalimentare sempre più attrattivo e qualificato. Il settore vitivinicolo lo dimostra: durante la pandemia abbiamo visto imprenditori finanziare voli da Paesi dell’Est pur di assumere in azienda lavoratori già conosciuti nelle vendemmie precedenti. Questo perché il lavoro richiede competenze, esperienza, conoscenza” ha concluso Rota.

Durante il Vinitaly Terra Viva ha presentato inoltre alcuni produttori di olio EVO, tra cui l'Olio dell'Azienda Masoni Becciu di Villacidro che ha vinto la XXI Edizione del concorso internazionale oleario “Sol D'oro Verona”, che riceverà il primo premio proprio durante la fiera nella giornata di domenica 2 aprile e sarà presente nello stand dell’associazione per tutta la durata del Salone. Durante l’esposizione si potrà assaggiare anche l'Olio dell'Abbazia, prodotto siciliano premiato come olio di alta qualità con il massimo dei voti ottenendo le tre stelle "Bellavita Stars" da una giuria composta da 200 giudici scelti fra i visitatori del Bellavita Expo di Chicago.

“È stata un’esperienza importante, significativa sia per le aziende associate TerraViva e Coltiva il Gusto sia per i nostri presidenti regionali e per la Fai Cisl tutta – ha commentato Claudio Risso al termine dell’evento – Molti gli assessori regionali all’Agricoltura, i presidenti di Consorzi, le autorità che sono passate allo stand per conoscere meglio la storia e l’attività di Terra Viva. Credo che portare al Vinitaly, che è indubbiamente luogo di business e di operazioni di marketing strategiche per il settore, i piccoli e medi produttori agricoli italiani, le loro istanze, le difficoltà ma anche le potenzialità e il ruolo entrale che hanno per il presidio del territorio e la tutela delle eccellenze italiane, sia piena espressione del ruolo che come associazione e come Fai Cisl ci siamo dati fin dalla nascita. Esperienza da ripetere, il prossimo anno, con nuovi stimoli e idee, a supporto dei nostri associati. Questo è il nostro impegno, e siamo orgogliosi di seguire le tracce indicate dal nostro padre fondatore Giulio Pastore, per rappresentare i produttori, rendere più equa la catena del valore e generare maggiore reddito e dignità lungo tutta la filiera agroalimentare” ha concluso il Presidente Risso.

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