MODELLI E SVILUPPO AGRICOLTURA NAZIONALE E VENETA: IMPRENDITORI AGRICOLI E SINDACATO A CONFRONTO A VERONA

Aziende agricole dimezzate, diminuzione delle persone impiegate, molteplici criticità da affrontare e una PAC che deve accelerare i tempi per supportare e in parte rilanciare il comparto. Con 824 milioni di euro da investire nei prossimi 5 anni, il Veneto si interroga sul futuro dell’agricoltura in regione. Questi gli spunti emersi nell’incontro svolto in malga “La Casara” a Roverè Veronese organizzato da Terra Viva e Agri del Veneto. Tra i relatori i prof. Samuele Trestini e Vasco Boatto, dell’Università di Padova e il dott. Franco Contarin, direttore Adg FEASR Bonifica e Irrigazione della Regione Veneto.

All’iniziativa, partecipata da oltre cento tra produttori e operatori del settore e dirigenti sindacali, presenti il Presidente nazionale di Terra Viva Claudio Risso assieme al vicepresidente nazionale Renzo Aldegheri e al Presidente Veneto Thomas Alba, il Segretario Generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota con il Segretario regionale Andrea Zanin, il Segretario Generale della Cisl Veneto Gianfranco Refosco con il Segretario regionale Cisl Verona Giampaolo Veghini, il dott. Doriano Annibale Presidente di Agri del Veneto e il dott. Mauro Trapani Direttore di AVEPA.

I numeri, che stanno emergendo anche dall’ultimo Censimento ISTAT, parlano chiaro. A livello nazionale il numero delle aziende agricole è crollato. Dal 1982 al 2020 si è passati da 3.133.118 aziende a 1.133.023, con una SAT (superficie agricola totale) diminuita di quasi seimila ettari (22.398 del 1982 ai 16.474 del 2020). Negli ultimi dieci anni, dal 2010 al 2020, si è perso il 30% delle aziende agricole (da 1.620.884 a 1.133.023), nel solo Nordest erano 251 mila contro le 187 mila attuali (circa 70mila quelle attive in Veneto). Significativo anche il calo del numero di soggetti che lavorano in agricoltura, soprattutto nell’ultimo decennio: nel 2010 le aziende agricole impiegavano quasi 3milioni di persone (2.932.651), nel 2020 sono 1.459.651, molto pesante il dato nel Nordest dove si è passati da 479.581 a 159.467. Il calo è rappresentato soprattutto dalla netta flessione della manodopera familiare.

“Il nostro modello di sviluppo basato sui distretti è saltato – ha spiegato il Prof. Vasco Boatto docente all’Università di Padova – Nel nome della comprensibile innovazione e della crescita industriale, anche in agricoltura, abbiamo perso quella tipologia tipica del nostro comparto, soprattutto a Nord Est, che era non solo presidio del territorio ma tutela della biodiversità e delle tipicità locali. L’agricoltura non è più attrattiva, per qualità della vita e anche per redditività, ed è questo il vero ragionamento che va messo in atto. PAC, CSR devono sostenere gli agricoltori, incentivare gli investimenti, snellire la burocrazia. Anche il modello europeo di agricoltura deve evolvere, con obiettivi chiari, strategie di adattamento, un maggiore spostamento verso misure di sviluppo rurale”.

La PAC 2023-2027 destina oltre 824milioni di euro al Veneto (dei quali 146 arrivano dal bilancio regionale) per sviluppare i 45 interventi individuati. Tra gli ambiti di azione maggiormente finanziati tutela dell’ambiente, mitigazione dei cambiamenti climatici e contrasto al dissesto idrogeologico (16 interventi per 210milioni di euro), investimenti strutturali e per impianti di irrigazione (12 interventi per 323milioni di euro), incentivi per i giovani agricoltori e sviluppo rurale (2 interventi per 70milioni di euro).

“Le priorità che abbiamo individuato come Regione dove investiremo le risorse della PAC e CSR sono i giovani, la sostenibilità, l’innovazione, la vivibilità, le fragilità – spiega il dott. Contarin direttore Adg FEASR Bonifica e Irrigazione della Regione Veneto – La strategia regionale specializza, in modo sussidiario, lo sviluppo rurale sulle tematiche che non trovano altro strumento o risposta. È importante ora accelerare sull’erogazione dei fondi e attuare i progetti di intervento”.

All’incontro è intervenuto anche il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota: “L’Italia ha sì bisogno di un’agricoltura strutturata e connessa al mondo del turismo e del manifatturiero, ma allo stesso tempo di realtà che siano rappresentative della storia agricola del nostro Paese. Con 538 miliardi di euro il comparto agroalimentare rappresenta un terzo del nostro Pil nazionale, le risorse che stanno arrivando dal PNRR e CSR possono davvero rafforzare il settore creando reddito per le imprese e garantendo qualità del lavoro. I temi che condividiamo con il mondo imprenditoriale agricolo sono il contrasto al lavoro irregolare, il monitoraggio sul consumo di suolo, la tutela e ripopolamento dei territori interni, la lotta allo spreco del cibo. Insieme, possiamo avviare un percorso virtuoso e di grande responsabilità”.

“Significativo essere qui oggi, in una delle 700 malghe del Veneto, veri presìdi per la tutela del territorio e la valorizzazione delle tipicità -  ha commentato il Presidente Nazionale di Terra Viva, Claudio Risso che ha concluso i lavori – Viviamo un tempo di grandi incertezze e di profonda instabilità, dopo due anni di pandemia e nel pieno del conflitto Russo-Ucraino che ridisegna gli equilibri nazionali e globali. La nostra agricoltura ha bisogno di programmazione, abbiamo ribadito anche nel tavolo di partenariato nazionale, che coinvolge 131 organizzazioni, l’esigenza di una PAC che aiuti il produttore agricolo a sviluppare la propria azienda, premiando chi lavora, investe, crea occupazione, genera sicurezza e qualità alimentare. Nell’agenda politica del prossimo Esecutivo – conclude Risso -  sarà fondamentale che l’agricoltura abbia un ruolo strategico perché possa essere vero traino economico in una fase così delicata”.

 

7° CENSIMENTO ISTAT, RISSO: "NON É UN'AGRICOLTURA PER GIOVANI. ATTENZIONE A MEDIO PICCOLE AZIENDE"

 “I primi dati sul 7° Censimento in agricoltura di ISTAT evidenziano la sparizione, in questi venti anni, di circa il 30% delle aziende agricole italiane. Il dato è ancora più pesante se paragonato al censimento del 1982, dal quale sono scomparse quasi due aziende su tre, con una flessione del 63,8%. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le realtà medio piccole, la dimensione delle singole aziende è infatti aumentata, passando da 7 a 11 ettari di superficie agricola utilizzata. Questa situazione fa preoccupare perché si disperde un patrimonio tipico dell’agricoltura italiana che, considerata la situazione economico politica odierna, rischia di diminuire ulteriormente, con molte imprese che usciranno definitivamente dal mercato”.

Questo il primo commento di Claudio Risso, presidente di Terra Viva Cisl, associazione che rappresenta oltre 30mila liberi produttori agricoli, sui primi risultati diffusi da ISTAT in merito al settimo censimento generale dell'agricoltura, svolto tra gennaio e luglio 2021, con riferimento all'annata agraria 2019-2020.

“Se da una parte è vero che strutture aziendali più organizzate possono garantire una maggiore offerta di lavoro, dall’altro le realtà medio piccole rappresentano un importante presidio per la tutela del territorio, per la valorizzazione delle eccellenze, per le nostre tradizioni e non vanno lasciate indietro. Dai dati emersi preoccupa anche il difficile ricambio generazionale, che in questi anni non è avvenuto. ISTAT – prosegue Risso -  evidenzia come solo il 13% delle aziende censite è guidata da imprenditori under 40. Va ricordato che innovazione, digitalizzazione, investimenti su nuove tecnologie si realizzano, nella maggior parte dei casi, laddove sono i giovani a guidare l’impresa. Ecco che così si rischia di rallentare quel processo di sviluppo, di ammodernamento, di reale transizione ecologica necessario per consolidare il settore agricolo come vero volano per l'economia del Paese”.

“Serve, come abbiamo ribadito anche durante il nostro congresso nazionale, attivare un patto di sistema, attraverso gli stati generali dell'agricoltura che consentano alle associazioni di categoria, parti sociali e istituzioni di progettare insieme un nuovo modello di sviluppo, creando le condizioni per attrarre più manodopera, della quale il settore ha impellente bisogno, e professionalità specializzate, sempre più ricercate. È un’occasione che non va sprecata – conclude il Presidente di Terra Viva – le risorse del PNRR e la nuova programmazione del Piano Strategico Nazionale diventino quindi un’opportunità per il rilancio del comparto”.

 

FITOFARMACI, RISSO: "SUBITO UN DOSSIER EUROPEO SU UTILIZZO BIOTECNOLOGIE SOSTENIBILI"

“Sosteniamo la proposta dell’On. De Castro che chiede all’Unione Europea di accompagnare i nostri agricoltori nella transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili presentando quanto prima un dossier per l’autorizzazione delle nuove biotecnologie utilizzabili. Esistono molte tecniche colturali, tra le quali anche il bio-controllo, che limitano in maniera significativa l’uso dei fitofarmaci. Vanno normate e soprattutto è importante stanziare risorse che aiutino gli imprenditori agricoli a innovare, fare ricerca, investire in nuove tecnologie. Così si potrà attuare la politica di transizione ecologica senza compromettere la capacità produttiva del comparto”.

Così Claudio Risso dopo la revisione della direttiva UE sull'uso sostenibile dei fitofarmaci, che mira a ridurne l'uso del 50% entro il 2030.

“Il conflitto in Ucraina ha messo in luce la dipendenza del nostro Paese su alcuni prodotti, tra i quali mais, girasoli, frumento tenero. Condividiamo pienamente la necessità di ridurre l’utilizzo di fitofarmaci in agricoltura, ma è altrettanto importante considerare il contesto politico e economico che stiamo attraversando, per realizzare una politica ambientale che non lasci indietro nessuno” conclude Risso.

EMERGENZA SICCITA' ,GOVERNO DICHIARI STATO EMERGENZA E ATTIVI CABINA DI REGIA

“In questa fase ogni minuto perso è sempre più prezioso, è quindi necessario affrontare la situazione con la massima velocità. Chiediamo al Governo di dichiarare quanto prima lo stato di emergenza per siccità e insufficienza idrica istituendo, allo stesso tempo, una cabina di regia interministeriale, che coinvolga Governo, Ministeri, Regioni e tutte le associazioni di categoria del settore coinvolte, insieme ai rappresentanti del mondo del lavoro, perché non si intervenga più sull’emergenza ma si possano pianificare lungimiranti azioni di prevenzione”.

Così il Presidente nazionale di Terra Viva Cisl, raccogliendo il grido di allarme dei molti produttori agricoli pesantemente danneggiati dalle condizioni climatiche delle ultime settimane.

“Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio tra le regioni più colpite, molti amministratori stanno decretando lo stato di calamità e sono già decine i Comuni che deliberano ordinanze di razionalizzazione dell’acqua. Tutta la filiera è interessata – prosegue Risso – con gravi perdite alle coltivazioni, soprattutto mais, riso, frutta di stagione, ma per dirette conseguenze anche ad allevamenti e attività di trasformazione, fino ad arrivare al consumatore finale con un considerevole aumento sui prezzi dei prodotti. Lo stato di emergenza non sarà risolutivo, ma farà arrivare più rapidamente i ristori alle aziende agricole colpite. Sarà poi compito della “cabina di regia” attivare accordi di rete e di filiera, in un’ottica allargata e sinergica, che sappia intervenire in maniera strutturale per affrontare il fenomeno, ormai sempre più consolidato”.

TERRA VIVA E FAI CISL SARDEGNA INSIEME PER SUPPORTO AGRICOLTORI E QUALITA' LAVORO

Si è svolto nella tenuta dell’azienda agricola “Masoni Becciu” d Villacidru, provincia del Medio Campidano, l’incontro organizzato da Terra Viva Sardegna per fare il punto sullo stato dell’agricoltura regionale e sulle prospettive future.

Ai lavori, coordinati dal Presidente regionale Agostino Usula, hanno partecipato il Presidente Nazionale Claudio Risso, il Segretario Generale della Fai Cisl nazionale Onofrio Rota, il Segretario Generale Fai Cisl Sardegna Bruno Olivieri, la Segretaria Generale della Cisl Medio Campidano Loredana Zuddas e il Segretario Generale Cisl Sardegna Gavino Carta.

Molte sono le criticità del territorio, dallo spopolamento delle aree interne, ai cambiamenti climatici che causano calamità naturali e difficoltà di approvvigionamento idrico” - ha spiegato il Presidente Agostino Usula nel suo intervento – “Per sostenere il settore e gli imprenditori agricoli sono indispensabili le risorse che arriveranno da nuova PAC e PNRR, sostenere in particolare la filiera olivicola, la coltivazione dei cereali, le produzioni e le eccellenze legate in agli allevamenti di ovini e caprini e relative trasformazioni. Noi faremo la nostra parte, al fianco degli agricoltori che rappresentiamo”. 

“In regione le aziende del comparto sono circa 72mila, 1200 solo nel territorio in cui ci troviamo – ha sottolineato il Segretario Cisl Sardegna Gavino Carta – Sarà importante fare sistema, partecipare ai tavoli verdi regionali, dialogare con le istituzioni, per dare risposte sempre più puntuali agli agricoltori associati e rimettere al centro uno dei settori trainanti anche per la nostra regione”.

“"Creare una filiera etica, lavoro di qualità, garantire tutele per i lavoratori coinvolti è il compito della nostra Federazione, ma con Terra Viva abbiamo una nuova sfida di fronte, continuare a rappresentare anche i produttori agricoli, che sappiano valorizzare le tipicità del territorio, creare prodotti di alto valore aggiunto, cibo sano e di qualità – ha ricordato il Segretario Generale Fai Cisl Onofrio Rota – Il codice etico sottoscritto dagli associati Terra Viva rappresenta una garanzia sia per la genuinità delle produzioni che per la tutela dei lavoratori coinvolti”.

 

Ha concluso i lavori il Presidente nazionale Claudio Risso, ricordando la drammatica situazione attuale, con i costi di carburante e energia aumentati in maniera esponenziale, così come quelli di concimi e materie prime. “Noi importiamo il 64% di grano e il 50% di mais, e in questo momento il rischio è di un approvvigionamento che mancherà e di una produzione interna non sufficiente. Ben venga lo sblocco di oltre 200mila ettari a riposo per aumentare la produzione di cereali e colture proteiche, importante però sarà snellire la burocrazia e permettere accessi rapid a bandi e risorse. Altro tema – prosegue Risso -  è quello dello scarto alimentare, noi sprechiamo il 37% del cibo che portiamo sulle nostre tavole, è davvero il momento di avviare un percorso culturale di consapevolezza e responsabilità. Continuiamo a lavorare insieme, Terra Viva, Fai e Cisl, per sostenere gli interessi distinti ma non distanti che condividiamo”.

Notizie - Fai CISL

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